Il ministero dell’Istruzione
ha pubblicato i dati relativi agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento
nell’anno scolastico 2016-2017. E' la dislessia il disturbo più diffuso (42,5%
delle certificazioni). La percentuale più alta nella scuola secondaria. Liguria
al primo posto.
Nell’anno scolastico 2016/2017 il numero degli alunni con
disturbi specifici dell’apprendimento frequentanti le scuole italiane di ogni
ordine e grado si è attestato complessivamente intorno alle 254.600 unità, pari
al 2,9% del totale degli alunni.
Entrando nel dettaglio degli ordini di scuola, dalle rilevazioni
emerge che nella scuola primaria la percentuale di alunni con Dsa sul totale
degli alunni frequentanti si è attestata sull’1,9%, per la scuola secondaria di
I grado intorno al 5,4% e per la scuola secondaria di II grado sul 4%.
Le scuole dell’infanzia hanno trasmesso dati riguardo a casi
sospetti di disturbi specifici dell’apprendimento. Si tratta di un numero
esiguo, tuttavia in 774 bambini, pari allo 0,05% del totale dei bambini
frequentanti, è stato riconosciuto un rischio di Dsa.
In relazione alla gestione della scuola, si può osservare
che le scuole statali accolgono un numero più elevato di alunni con disturbi
specifici dell’apprendimento rispetto alle scuole non statali: mediamente in
tutti gli ordini di scuola la percentuale di alunni con Dsa è pari al 3,1% del
totale degli alunni frequentanti nella scuole a gestione statale e al 2,1%
nella scuole a gestione non statale (2,9% in media in tutte le scuole).
Esaminando la distribuzione territoriale, gli alunni con
disturbi specifici di apprendimento sono maggiormente presenti nelle regioni
del Nord-Ovest in cui la percentuale sul totale dei frequentanti raggiunge il
4,5%.
Anche per le regioni del Centro e del Nord-Est la
percentuale di alunni con Dsa sul totale degli alunni è piuttosto elevata,
attestandosi in media in tutti gli ordini di scuola rispettivamente intorno al
3,5% e al 3,3%.
Colpisce come per le regioni meridionali tale percentuale
sia nettamente più contenuta, pari in media all’1,4%.
Tra le singole regioni, i valori più elevati si rintracciano
in Liguria, Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, con il 4,9%, il 4,8% e il 4,5%
di alunni con disturbi specifici di apprendimento sul totale alunni
frequentanti. Per contro le percentuali più contenute sono presenti in
Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con lo 0,7%, lo 0,9% e l’1,1%.
La legge 8 ottobre 2010, n. 170 riconosce la dislessia
(disturbo nell'imparare a leggere), la disgrafia (disturbo nell'imparare a
scrivere), la disortografia (disturbo nell'utilizzare il codice linguistico) e
la discalculia (disturbo nel calcolo matematico) “quali disturbi specifici di
apprendimento che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in
assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono
costituire una limitazione importante per alcune attività della vita
quotidiana” (comma 1, art.1).
Tali disturbi possono coesistere in una stessa persona, in
questo caso si parla di comorbilità. Può esistere anche comorbilità tra i
disturbi specifici dell’apprendimento e altri disturbi di sviluppo, quali
disturbi di linguaggio, disturbi di coordinazione motoria e disturbi
dell’attenzione, e tra i disturbi specifici dell’apprendimento e i disturbi
emotivi e del comportamento.
Complessivamente 139.620 alunni presentano disturbi di
dislessia, 57.259 di disgrafia, 68.421 di disortografia e 62.877 di discalculia).
Il numero complessivo degli alunni con Dsa può non
coincidere con la somma degli alunni per tipologia di disturbo dal momento che,
come già rilevato, alcuni alunni possono avere più tipologie di Dsa.
In termini di composizione percentuale, si evidenzia che per
tutti gli ordini di scuola il disturbo mediamente più diffuso è quello della
dislessia: considerando insieme primaria e secondaria di I e di II grado, si ha
infatti che il 42,5% delle certificazioni presentano dislessia, il 20,8%
disortografia, il 19,3% discalculia e il 17,4% disgrafia.
In termini percentuali gli alunni con dislessia
rappresentano l’1,6% del totale degli alunni che frequentano le scuole di ogni
ordine e grado; gli alunni con disgrafia lo 0,7%, gli alunni con disortografia
lo 0,8%, gli alunni con discalculia lo 0,7%.
Nel corso degli ultimi anni le diagnosi di disturbo
specifico dell’apprendimento sono notevolmente aumentate: se nell’anno
scolastico. 2010/2011 la percentuale di alunni con Dsa sul totale degli alunni
si attestava ad appena lo 0,7%, nell’anno scolastico 2016/2017 tale percentuale
è salita, come si è detto, fino al 2,9% nella media dei diversi ordini di
scuola.
Da un confronto con l’anno scolastico 2010/2011, il numero
di alunni con Dsa è passato dallo 0,8% del totale alunni all’1,9% nella scuola
primaria, dall’1,6% al 5,4% nella scuola secondaria di I grado e dallo 0,6% al
4% nella scuola secondaria di II grado.
Per la scuola dell’infanzia si è registrata, viceversa, una
lieve diminuzione della percentuale di alunni a rischio Dsa sul totale dei
frequentanti, probabilmente a seguito di una maggiore prudenza nell’individuare
casi sospetti di Dsa quando i bambini sono ancora in età prescolare.
La notevole crescita delle certificazioni di Dsa è
conseguenza diretta della legge 170 del 2010, con la quale la scuola ha assunto
un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli alunni con disturbo
specifico dell’apprendimento.
Il processo di formazione dei docenti e le crescenti
competenze didattiche hanno determinato una più consapevole e una sempre
maggiore individuazione dei casi di sospetti di Dsa tra i frequentanti, dando
seguito al necessario percorso diagnostico presso le competenti strutture
sanitarie e determinando così l’incremento del numero delle certificazioni per
le varie tipologie di disturbo.

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