Sono note le differenze che si riscontrano fra le regioni italiane
relativamente alle cosiddette “performances” economiche. Il Sud è
contraddistinto, ad esempio, da valori del Pil per abitante decisamente più
bassi rispetto al Centro e soprattutto rispetto al Nord. Ma raramente si
confrontano i valori del Pil per abitante delle regioni settentrionali con i
valori medi che contraddistinguono i Paesi dell’Unione europea più sviluppati.
Tale confronto invece è molto interessante: le regioni settentrionali
presentano valori di quella variabile non molto diversi dai valori medi dei
Paesi europei più sviluppati, economicamente.
Utilizzando i dati forniti dall’Eurostat, per il 2014, relativamente ai
valori assunti dal Pil per abitante, ai prezzi correnti di mercato, espressi in
euro e calcolati in base alle parità di potere d’acquisto, si può analizzare la
seguente tabella:
Italia 26.400
Nord-Ovest 32.200
Nord-Est 31.100
Centro 29.200
Sud 17.500
Isole 17.700
Ue 28 27.500
Belgio 32.500
Danimarca 34.200
Germania 34.500
Spagna 25.000
Francia 29.300
Svezia 33.700
Gran Bretagna 29.900
Olanda 35.900
Esaminando i valori del Pil per abitante, contenuti nella tabella appena
riportata, si può rilevare, quindi, che i valori del Nord Italia sono superiori
al valore medio dei Paesi dell’Unione europea, sono più elevati rispetto ai
valori medi della Francia e della Gran Bretagna e non sono molto più bassi dei
valori medi attribuiti a Germania, Svezia e Olanda.
Ed anche il valore che il Pil per abitante assume nel Centro Italia è più
alto del valore medio dell’Unione europea.
Come prevedibile, pertanto, a determinare il valore medio dell’Italia non
molto alto sono i valori che il Pil per abitante assume nelle regioni
meridionali.
Questa la situazione nelle diverse regioni italiane:
Piemonte 27.600
Valle d’Aosta 36.500
Liguria 28.700
Lombardia 34.700
Provincia di Bolzano 39.700
Provincia di Trento 33.700
Veneto 29.800
Friuli 27.800
Emilia-Romagna 32.200
Toscana 28.700
Umbria 24.000
Marche 25.300
Lazio 31.400
Abruzzo 23.100
Molise 20.500
Campania 16.700
Puglia 17.200
Basilicata 19.000
Calabria 16.100
Sicilia 17.000
Sardegna 19.900
E allora?
Come in passato alcuni leghisti proponevano, allontanare dal resto
dell’Italia le regioni meridionali, ipotizzando una secessione?
Assolutamente no.
Essere però consapevoli che l’insufficiente processo di sviluppo economico,
in Italia, interessa prevalentemente, se non esclusivamente, le regioni
meridionali, sì.
E, di conseguenza, essere consapevoli che se non si attuerà una politica da
parte del governo, ma anche da parte degli operatori economici privati, davvero
efficace, rivolta a promuovere lo sviluppo economico del Sud, i problemi
economici del nostro Paese non saranno mai risolti, fino in fondo.
E le stesse considerazioni possono essere formulate se si analizzano i dati
del mercato del lavoro e in primo luogo i valori assunti dal tasso di
disoccupazione e tasso di occupazione.

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