domenica 16 luglio 2023

Il presidente della Federcalcio si deve dimettere

La nazionale italiana di calcio non è riuscita, per la seconda volta, a partecipare ai mondiali. L’under 21, più recentemente, non è stata in grado di qualificarsi, per l’ennesima volta, alle olimpiadi del prossimo anno. Mi sembrerebbe doveroso che il Presidente della Fgci (Federazione giuoco calcio), Gabriele Gravina, si debba dimettere.

E invece Gravina non ci pensa nemmeno.

Non si assume affatto la responsabilità dei fallimenti citati all’inizio.

Tutt’altro. E i presidenti federali delle varie discipline sportive, tra i quali anche Gravina, cercano di togliere il limite dei mandati ai loro incarichi. Anche loro sono attaccati alle poltrone.

Ci si dovrebbe interrogare sulle cause alla base dei fallimenti. Anche Gravina dovrebbe farlo, ma non si assume alcuna responsabilità.

Quindi anche nello sport, nel calcio in primo luogo, non esiste la cultura dell’addio, del ricambio, del passaggio di consegne, quando i risultati sono del tutto insoddisfacenti.

Peraltro Gravina scarica le colpe su altri.

Dopo la nuova eliminazione della nazionale dalla partecipazione ai mondiali dichiarò che essa sarebbe stata penalizzata dall'atteggiamento dei club.

Infatti affermò: “Manca una capacità da parte dei primi fornitori del materiale umano, abbiamo il 30% di italiani che giocano nelle Primavere...

I tecnici hanno una missione pressoché impossibile nel fare selezione: si cerca di valorizzare il più possibile i giovani che hanno poco impiego nelle loro società…”.

Secondo Gravina poi ha inciso in maniera negativa anche il calendario, e il mancato rinvio dell'ultima giornata di campionato con la Lega Serie A che si è opposta.

Questo perché i club non accettano mai di buon grado il fatto di lasciar partire i propri calciatori: “I ragazzi arrivano con grande entusiasmo, ma a ogni convocazione c'è sempre grande resistenza da parte dei club. La nazionale è vista dai club più come fastidio che come opportunità”.

Dunque, secondo Gravina, il più grande fallimento sportivo dell'Italia sarebbe anche legato alle società, che dovrebbero avere più a cuore le sorti della nazionale.

Le responsabilità delle società sono evidenti.

Ma il presidente della Fgci non può fare niente per superare i problemi che creano i club?

E non ha alcuna responsabilità per il fatto che esistano quei problemi?

Pertanto se, come credo, anche lui avrebbe dovuto impegnarsi per superare i problemi che ha evidenziato e non lo ha fatto, dovrebbe dimettersi.

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