mercoledì 7 settembre 2022

E' anche colpa di noi adulti il suicidio del tredicenne di Gragnano

 

Ha giustamente destato notevole scalpore il suicidio di un ragazzo di 13 anni di Gragnano. Sembra ormai certo che il suicidio sia stato provocato dagli insulti, rivolti al tredicenne, da parte di un gruppo di giovani, di cui due maggiorenni, che lo “bullizzavano”. Ma le responsabilità sono solamente di coloro che lo hanno “bullizzato”?

Certo, in primo luogo, sono di coloro che lo hanno bullizzato, tanto che la magistratura sta verificando l’esistenza del reato di istigazione al suicidio a loro carico.

Ma, io credo, che le responsabilità siano più ampie.

Siano anche di noi adulti, del tipo di società che abbiamo creato.

I bulli c’erano anche 50 anni fa, 30 anni fa, ma il fenomeno del bullismo si è accresciuto notevolmente negli ultimi anni.

E la diffusione del bullismo, e la sua pericolosità, dipende anche dalle famiglie che o non controllano adeguatamente i figli che diventano bulli o che non riescono a comprendere che i figli sono vittime del bullismo.

Insomma, il disinteresse che parte delle famiglie dimostrano nei confronti dei propri figli è una delle cause della crescita della diffusione, e della sua pericolosità, del bullismo.

Ma io intendo spingermi oltre.

E’ del tutto evidente che una società nella quale sempre di più si persegue solamente il proprio interesse individuale, nella quale sempre di più i valori della solidarietà sono insufficientemente tenuti in considerazione, nella quale sempre di più si diffondono episodi di violenza, non tanto e non solamente fisica, ma anche psicologica, favorisce la diffusione del bullismo.

Indubbiamente il crescente utilizzo dei social da parte dei giovani, ma anche da parte degli adulti, è un elemento che va considerato, ma non credo che sia la causa principale.

E se è vero quindi che, al di là delle responsabilità personali che senza alcun dubbio non devono essere affatto dimenticate e trascurate e che devono essere adeguatamente punite, contano molto le caratteristiche negative della società in cui viviamo, è altrettanto vero che siamo stati e siamo noi adulti ad alimentare quelle caratteristiche.

La conclusione più evidente di tali valutazioni, quindi, è l’insufficienza di un incremento delle punizioni a carico di coloro che bullizzano i propri coetanei per sconfiggere il fenomeno che qui ho esaminato.

Gli interventi da promuovere sono anche molti altri e molto più complessi.

Nessun commento:

Posta un commento