lunedì 14 febbraio 2022

Il rapporto tra debito pubblico e Pil è diminuito

 

Come anticipato dal presidente Draghi, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha confermato che il rapporto tra debito pubblico e Pil nel 2021, rispetto al 2020, è diminuito raggiungendo il 150% (nell’anno precedente il suo valore era il 156%). Peraltro, nei mesi passati si prevedeva che tale rapporto sarebbe stato pari al 160%.

Tale diminuzione è dovuta, principalmente al valore del denominatore del rapporto: il Pil è cresciuto sensibilmente, anche in seguito all’aumento dei prezzi (si ricorda che in quel rapporto conta il valore nominale del Pil).

E la riduzione del rapporto in questione deve essere valutata positivamente.

Infatti, anche se è comprensibile e giustificabile che il rapporto tra debito pubblico e Pil abbia raggiunto nel recente passato valori superiori al 150% in seguito agli interventi di politica economica adottati in seguito al verificarsi della pandemia, una riduzione di quel rapporto è opportuna per vari motivi.

Innanzitutto perché rende meno influenzabile l’economia italiana dai comportamenti prevalenti nei mercati finanziari i quali, in seguito ad avvenimenti valutati negativamente, potrebbero determinare un’aumento dei tassi di interesse ostacolando così la ripresa economica.

E l’incremento dei tassi di interesse, nei prossimi mesi, sarà più probabile rispetto al passato perche la Bce dovrebbe progressivamente ridurre gli acquisti di titoli pubblici emessi dai governi e quindi l’Italia potrebbe essere costretta a vendere titoli pubblici in quantitativi rilevanti a tassi più elevati, frenando, come già rilevato, la crescita del Pil.

Del resto una riduzione del rapporto debito Pil sarà senza dubbio prevista dalla riforma del Patto di stabilità, riforma di cui si inizierà a discutere a breve anche se saranno necessari alcuni mesi prima della sua approvazione.

Il nuovo Patto di stabilità molto probabilmente sarà contraddistinto da regole meno stringenti di quelle del vecchio Patto, ma, senza dubbio, prevederà una riduzione del rapporto debito pubblico Pil, soprattutto per i Paesi come l’Italia che presentano una valore molto elevato di quel rapporto.

Quindi è auspicabile che ci sia un’ulteriore riduzione del rapporto che qui ho esaminato, anche se sarebbe opportuno che ciò avvenisse soprattutto tramite una forte crescita del valore reale del Pil, in seguito, in primo luogo, ad un’ampia attuazione del Pnrr.

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