giovedì 10 febbraio 2022

Eutanasia, libero Stato in libera Chiesa

 

Nel corso dell’udienza generale del mercoledì nell’aula Paolo VI, il Papa si è espresso in modo deciso e forte contro l’eutanasia. Tale intervento non può non essere considerato un’inaccettabile ingerenza su una questione che proprio in questi giorni è oggetto di attenzione da parte di importanti istituzioni statali.

Come rilevato dall’esponente dell’associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, in un tweet: “Il Papa si scaglia contro l'eutanasia, a 5 giorni dall'udienza della Corte costituzionale sul referendum e nel giorno della discussione della legge sull'aiuto alla morte volontaria. Dice che ‘non è umano spingere (?) a morire’. Sarà forse umano obbligare a vivere sotto tortura?”.

Infatti tra pochi giorni la Corte Costituzionale si dovrà esprimere sull’ammissibilità del referendum sull’eutanasia.

Alla Camera, poi, proprio nel giorno dell’intervento del Papa, si era iniziato a discutere del progetto di legge sull’eutanasia.

A tale proposito si è deciso di rinviare l’esame di questo progetto di legge.

A chiedere il rinvio è stato lo stesso relatore del progetto di legge, il grillino Nicola Provenza: “Nell’ottica di continuare il lavoro della Commissione di ascolto e sintesi di tutte le forze politiche, insieme al collega Bazoli abbiamo l’intenzione di continuare questo lavoro”, ha detto. “Per dare al Paese una norma di civiltà e più equilibrata possibile”.

La realtà è che sulla delicata proposta di legge la maggioranza è divisa e in aula non si è trovato l’accordo. “Sappiamo bene che sarà rinviato al mese di marzo, perché dopo questo passaggio si concluderà la discussione”, ha spiegato nel suo intervento Giorgio Trizzino, dei 5Stelle.

“Non cominciare a votare da questa settimana significa che se ne riparlerà a marzo. Perché in Parlamento ci sono decreti in scadenza. Che sorpassano un testo di legge che aspetta da 40 anni di essere approvato”, così a sua volta Riccardo Magi (più Europa).

Sul provvedimento sono state presentate circa 200 proposte di modifica. Da parte anche di forze di maggioranza (circa 50 solo dalla Lega), alcune anche soppressive di parti della legge.

“La Lega è profondamente contraria alla legge sul fine vita in discussione alla Camera”. Così il leghista Alessandro Pagano in aula a Montecitorio. Che ha parlato della “distruzione delle nostre radici autentiche. Della nostra anima”.

Il Papa è certamente legittimato ad intervenire su un tema così delicato come l’eutanasia.

Ma sarebbe stato opportuno, anzi necessario, che le sue dichiarazioni fossero state espresse in questo periodo, appunto a pochi giorni dal pronunciamento della Corte Costituzionale sul referendum e nel giorno in cui era iniziata alla Camera il dibattito sul progetto di legge più volte citato.

Quindi l’intervento del Papa ha rappresentato un’ingerenza inaccettabile su una questione di competenza dello Stato italiano e per questo motivo deve essere criticato con forza. 


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