E’ probabile che circa il 20% degli adulti
rifiutino di vaccinarsi, secondo alcuni sondaggi effettuati. E’ del tutto
evidente che la certezza di una tale percentuale si avrà quando nei mesi di
settembre e di ottobre terminerà la prima fase della vaccinazione in Italia.
Se si verificherà davvero quella percentuale, se davvero circa 10 milioni di italiani rifiuteranno di vaccinarsi contro il Covid-19, già alcuni medici sostengono la necessità di prevedere l’obbligatorietà della vaccinazione almeno per gli adulti.
E a me tale posizione sembra più che giusta.
I medici Sergio Abrignani e Sergio Harari, in un articolo pubblicato da “Il Corriere della Sera” sono stati espliciti circa la necessità di imporre l’obbligo della vaccinazione.
Infatti se saranno 10 milioni gli italiani che rifiuteranno di vaccinarsi per mancanza di fiducia e che rischiano così di rendere inefficace la copertura della campagna vaccinale, per evitare che il virus possa continuare a replicarsi e a uccidere, sarebbe utile renderlo il farmaco obbligatorio per gli adulti.
Più nel dettaglio cosa sostengono i due medici citati?
“…Accettare di avere una fetta significativa della popolazione adulta non vaccinata per rifiuto all’immunizzazione, che le stime valutano attorno al 17% degli italiani ovvero circa 10 milioni, significa spalancare una porta al virus e offrirgli una nuova possibilità di continuare a replicarsi, infettare, uccidere, consentendo il mantenimento della circolazione virale…
Più saremo in grado di ridurre le sue possibilità di attecchire tra di noi, maggiori saranno le probabilità di circoscrivere i focolai epidemici…
Tra i vaccinati sono presenti anche soggetti fragili nei quali le vaccinazioni sono meno efficaci (trapiantati d’organo, immunodepressi, malati di tumore) e questi, se contagiati, possono sviluppare forme pericolose di Covid-19…
E’ bene cominciare a discutere della necessità di un obbligo vaccinale per tutta la popolazione adulta, almeno fino a quando non avremo vaccini disponibili anche per la fascia pediatrica.
Nessun atto medico è scevro da possibili effetti collaterali e non lo erano neanche le vaccinazioni contro la poliomielite e il vaiolo la cui obbligatorietà e estensiva diffusione ha permesso di liberare il mondo da queste gravissime malattie che appestavano da secoli le vite degli uomini.
E’probabile che necessiteremo di ulteriori richiami, o per garantire la durata nel tempo dell’immunità, o per proteggerci da nuove varianti virali: dobbiamo prepararci per tempo..
La macchina organizzativa sviluppata dal generale Figliuolo ha permesso di mettere in sicurezza gran parte del Paese, ma finita l’emergenza vaccinale non sarà finito tutto e gli attuali hub vaccinali dovranno essere riallocati alle loro normali destinazioni d’uso…
Per cui è bene pianificare da subito la logistica e la strutturazione di una organizzazione che possa nel prossimo futuro gestire i richiami di 50 milioni di italiani in pochi mesi o nuove necessità vaccinali, con flessibilità, tempestività e efficacia.
Né si può immaginare che questi compiti continuino a ricadere, come oggi, in gran parte sugli ospedali che devono invece riprendere le loro normali attività assistenziali a pieno regime…
Inoltre, è bene che il Paese si renda il più possibile svincolato da fattori non direttamente controllabili e per questo il governo sta cercando di implementare un piano nazionale di produzione dei vaccini sotto licenza…”.
E così concludono Abrignani e Harari: “Obbligatorietà vaccinale, pianificazione flessibile e tempestiva di una struttura in grado di garantire, al di fuori dell’emergenza, immunizzazioni rapide a tutta la popolazione, produzione indipendente sotto licenza dei vaccini, sono i cardini per una vera e duratura liberazione del Paese dalla pandemia”.
Sono completamente d’accordo e, limitandomi all’obbligatorietà vaccinale, mi sembra che essa debba essere assolutamente prevista, sempre che il 20% della popolazione italiana rifiuti di vaccinarsi, per vari motivi.

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