Domenica 26
maggio anche in Italia si voterà per il rinnovo del Parlamento europeo. Io voterò
per il Pd, guidato da Nicola Zingaretti, e invito a votare per il Pd anche i
lettori di questo post.
Per
quali motivi voterò e invito a votare per il Pd?
Innanzitutto
perché le elezioni sono per il rinnovo del Parlamento europeo, anche se molti
se lo dimenticano e considerano tali elezioni come se fossero elezioni politiche,
una replica delle votazioni del 4 marzo 2018.
E
il Pd non vuole che l’Italia abbandoni l’Unione europea. E’ un partito
europeista. Certo, è favorevole a introdurre cambiamenti profondi nelle
modalità di funzionamento dell’Unione, ad esempio evitando che si adottino
politiche economiche contraddistinte da un’ “austerità” eccessiva, se si
verificherà una nuova crisi, come invece avvenuto nel recente passato.
Nella
consapevolezza però che per migliorare le prospettive future dell’Italia sia necessario
un rafforzamento dell’Unione europea, non certo un indebolimento, come invece
diversi altri partiti vorrebbero.
Però,
non ci si può dimenticare che l’esito delle elezioni europee produrrà effetti
di notevole rilievo anche per quanto riguarda le vicende politiche italiane.
Una
crescita dei consensi rivolti al Pd, rispetto a quanto avvenuto nelle elezioni
politiche del 2018, rappresenta l’alternativa più credibile, l’unica in realtà,
ai partiti sovranisti che governano il nostro Paese, e cioè la Lega e il
movimento 5 stelle.
Un’alternativa
soprattutto alle loro politiche assolutamente inaccettabili e che
determineranno ancora pesanti effettivi negativi, soprattutto relativamente al
sistema economico, se non verranno sconfitte e in questo modo interrotte.
Si
tratta di sconfiggere, soprattutto, l’evidente svolta a destra realizzata dall’attuale
governo, prevalentemente realizzata dalla Lega e dal suo “capitano” Salvini,
che non è stata affatto contrastata dal movimento 5 stelle, nonostante gli
interventi del tutto propagandistici attuati dai grillini nelle ultime
settimane, volti esclusivamente ad accrescere i propri consensi elettorali.
Il
Pd, certamente, ha ancora di fronte a sé una strada lunga e complessa se
intende davvero promuovere un’alternativa di governo credibile alla maggioranza
gialloverde.
Qualche
piccolo risultato è stato conseguito da quanto è diventato segretario Nicola
Zingaretti ma, moltissimo, è ancora da fare. Soprattutto è necessario dare a
vita a un classe dirigente nuova, non solo anagraficamente ma anche nei
comportamenti, nel proprio modo di essere, a livello nazionale e a livello
locale.
Nonostante
questo, lo ripeto, il Pd rappresenta l’unica alternativa per contrastare la
Lega di Salvini e il movimento 5 stelle.

Nessun commento:
Posta un commento