Il mondo è dei mediocri? Sembra legittimo porsi questa domanda, se si legge
sia un articolo dell’economista Michele Boldrin “L’Italia si sta suicidando per
proteggere la sua mediocrità” sia un’intervista al filosofo canadese Alain
Denault, autore del libro “La mediocrazia”.
Cosa sostiene tra l’altro Boldrin?
“Importiamo braccia, esportiamo cervelli: fa male dirlo, ma il declino
del Belpaese si fonda su questo scambio. A sua volta indotto dalla nostra
incapacità di valorizzare il merito. E dalla nostra difesa a oltranza del
parassitismo e delle rendite di posizione…
Sono convinto da decenni che i flussi umani da/per l’Italia siano, al
contempo, il miglior indicatore del declino ed uno dei suoi motori principali.
Francesco Cancellato riporta una frase del presidente del
Ciad: ‘Perdiamo persone, perdiamo braccia valide’ notando che
Gentiloni avrebbe potuto dire altrettanto.
Vero, ma con un distinguo importante: avrebbe dovuto sostituire
‘braccia’ con ‘cervelli’. Ed è lì che sta il punto: l’Italia importa
braccia ed esporta cervelli…
Non è vero che tutti gli eccellenti emigrano: in ogni data professione
molti, o alcuni, rimangono. Ma son sempre meno e, in certi campi, sono oramai
una minoranza.
Non è nemmeno vero che importiamo solamente ‘braccia con poco cervello’:
fra gli immigrati, che invece di transitare per l’Italia alla ricerca di più
verdi pascoli vi son rimasti, ci sono anche moltissimi capaci che hanno
contribuito professionalità ed imprenditorialità al nostro Paese. Ma sono una
minoranza…
D’altro canto, un Paese dove il merito non viene compensato e dove chi
chiede d’esserlo più della media - perché fa e produce sopra di essa - viene
guardato malamente, tenderà ad allontanare questo tipo di persone…
L’italiano medio (l’80% della popolazione se devo dare ascolto ad
inchieste, intenzioni di voto e programmi dei partiti) ha deciso di
costruire e difendere un sistema che espelle ed espellerà le eccellenze in
praticamente tutti i campi, premiando invece le mediocrità.
Questo processo ha il suo motore immobile nella politica: mai, credo, si
era vista in parlamento una peggior masnada di incompetenti, chiacchieroni,
arruffoni, faccendieri, svitati, ignoranti, bugiardi, arrampicatori sociali e
megalomani. Costoro non sono stati scelti né da Merkel né da occulte potenze
straniere ma dalla maggioranza del popolo italiano che, evidentemente, in essi
si riconosce.
Questa la realtà con cui l’italiano medio si rifiuta di fare i
conti: se, per proteggere te stesso e la tua scarsa voglia o capacità di
competere, premi ovunque e sempre mediocrità, fancazzismo e parassitismo
diffuso, la minoranza che fancazzista e mediocre non è cercherà di andarsene
mentre i furbetti, i fancazzisti ed i mediocri che stanno fuori accoreranno
all’Eldorado.
E siccome la mediocrità riproduce e premia se stessa, quella politica, da
‘sopra’, e quella dell’elettorato, da ‘sotto’, hanno concorso in questi decenni
ad imporsi in ognuna delle professioni che determinano l’immagine verso
l’estero ed il funzionamento interno del Paese: dal giornalismo all’accademia,
dalla burocrazia pubblica all’imprenditoria privata sino alla produzione
culturale ed alle professioni.
Mediocrità, disdegno per la competenza, parassitismo congenito e ricerca di
favori sulla base di connessioni politiche o familiari sono le regole che
dominano quella ‘convoluzione’ dei fattori di produzione che menzionavo
prima e ne seleziona, quindi, natura e qualità…
Tutto questo, caro concittadino medio, lo puoi risolvere, nei decenni a
venire, solo mettendo da parte i mediocri per lasciar spazio agli eccellenti.
Comincia ora, comincia da te che forse è già troppo tardi”.
Denault, in alcune risposte alle domande che gli vengono rivolte, formula
delle considerazioni che non valgono solo per l’Italia.
“Perché bisogna temere la mediocrazia?
Perché fa soffrire. Chiede a persone impegnate nel servizio pubblico di
gestire come si trattasse di una organizzazione privata, così si trovano in
conflitto perché avevano un’etica diversa; chiede a ingegneri di progettare
oggetti che si rompano in maniera deliberata perché vengano sostituiti, chiede
ai medici di diagnosticare malattie che potrebbero diventare davvero pericolose
a 130 anni… Senza parlare della manipolazione dei consumatori da parte del
marketing.
La mediocrazia è l'anticamera di dittature, anche edulcorate?
La dittatura è psicotica, la mediocrazia è perversa. Psicotica perché la
dittatura non ha alcun dubbio su chi deve decidere. Hitler, Mussolini, Tito
sono stati tutti personaggi ipervisibili, affascinanti, che schiacciano con le
loro parole; la mediocrazia è perversa perché cerca di dissolvere l’autorità
nelle persone facendo in modo che la interiorizzino e si comportino come fosse
una volontà loro.
Tecnologia, social, colossi del web. Anche lì domina la mediocrazia?
‘Dobbiamo immunizzarci da un certo lessico che parla di progresso,
innovazione, eccellenza. Mi interessa che si utilizzino questi strumenti ma si
deve analizzare l’impatto che hanno su pensiero, morale, politica. Un utilizzo
mirato dei social media, per esempio durante le elezioni, può rendere le
persone estremamente manipolabili.
Il contrario del mediocre è il superuomo, l’eroe?
No. L’antidoto è il pensiero critico, perché smaschera l’ideologia, che è
un discorso di interessi sotto la parvenza di scienza. E fa subire un
trattamento critico analitico a una nozione che qualcuno ci vuole ficcare nel
cervello, per esempio l’inevitabilità della vendita di armi o di una nuova
autostrada.
E’ più ottimista sul futuro?
Qualsiasi impegno politico è a metà tra lo scoraggiamento e la speranza. Ed
è proprio quando la situazione è scoraggiante che ci vuole il coraggio”.
Sono d’accordo sia con le valutazioni di Boldrin che con quelle di Denault.
Purtroppo descrivono ciò che realmente avviene. E aggiungo che la situazione
dell’Italia mi sembra decisamente peggiore rispetto a quella che caratterizza
molti altri Paesi, europei e non.

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