In molte parti d’Italia l’acqua è diventato un problema di notevole
importanza. Si può davvero parlare di una situazione di emergenza. Carenza di
acqua per gli abitanti di molte città, numerosi fiumi e laghi quasi a secco,
l’agricoltura in grande difficoltà. Pertanto Legambiente ha elaborato alcune
proposte per una gestione sostenibile dell’acqua e del servizio idrico.
Queste proposte sono le seguenti:
Agricoltura
Sul fronte agricoltura, prima vittima di questa emergenza siccità, occorre
ripensare ad una riconversione del sistema di irrigazione dei terreni agricoli
(quasi totalmente fondato sulla modalità ad aspersione o a pioggia) puntando a
sistemi di microirrigazione e a goccia, che possono garantire almeno il 50% del
risparmio di acqua utilizzata e rivedere completamente il sistema di
tariffazione degli usi dell’acqua, con un sistema di premialità e penalità che
valorizzi le esperienze virtuose. Occorre poi ragionare sugli scenari futuri di
riconversione agricola verso colture meno idroesigenti, o comunque adeguate
alle condizioni climatiche e alle disponibilità idriche del territorio.
Riuso dell'acqua
Per ridurre i prelievi di acqua e gli scarichi nei corpi idrici ricettori,
occorre praticare il riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura, così
come nell’industria. Ma per farlo è ormai urgente modificare il decreto del
ministero dell’Ambiente n. 185/2003 sul riuso dell’acqua.
Risparmio ed efficienza
Sul piano della gestione della risorsa è necessario che le Regioni mettano
in campo politiche indirizzate verso il risparmio e l’efficienza nell’uso
dell’acqua. Oggi i nuovi Piani di gestione a livello di distretto idrografico,
calati poi nei Pta (piani di tutela delle acque regionali), devono prevedere
strumenti concreti che si trasformano in piani di gestione locale, indirizzati
al risparmio e alla tutela quantitativa della risorsa idrica.
Controlli
Occorre, inoltre, rendere sempre più efficace il sistema dei controlli
preventivi da parte degli enti locali e di quelli repressivi da parte delle forze
dell’ordine, dei prelievi abusivi di acqua dalle aste fluviali e dalle falde,
così come occorre aggiornare il censimento dei pozzi di prelievo idrico ed
irriguo. E' fondamentale ammodernare gli acquedotti per ridurre le perdite
delle reti di distribuzione e gli sprechi nel trasporto della risorsa idrica.
Altro problema riguarda poi le perdite delle reti di distribuzione. Stando ai
dati Istat, nel 2015 è stato quasi il 40% dell’acqua immessa in rete a non
raggiungere l'utente finale nei comuni capoluogo di provincia, 2,8 milioni di
metri cubi al giorno, un dato addirittura peggiorato dal 2012 in cui era il 35%
circa.
Sostenibilità in edilizia
Molti Comuni già lo stanno facendo obbligando e/o incentivando azioni come
le cassette w.c. a doppio scarico e l’utilizzo dei riduttori di flusso. Una
buona pratica che fa bene e che andrebbe replicata su tutto il territorio.
Mettere in pratica azioni per il risparmio della risorsa idrica nelle case
(attraverso la raccolta della pioggia e la separazione, trattamento e riuso
delle acque grigie), così come nelle attività industriali e agricole, e
adottare dei regolamenti edilizi per la riqualificazione degli edifici anche
dal punto di vista idrico sono scelte obbligate e fondamentali, per una
concreta politica di tutela della risorsa. Ma soprattutto sono interventi a
basso costo, da parte delle amministrazioni, che consentono da subito risultati
concreti.

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