Il Pd di Renzi ha recentemente nominato i responsabili dei 40 dipartimenti
in cui è stato suddiviso il partito. Polemiche e ironie sono state alimentate dall’istituzione
del dipartimento “mamme”. Tale decisione può dare origine a diversi interrogativi.
Perché non prevedere anche un dipartimento “papà”, pur se mi rendo conto che
questa scelta avrebbe determinato un’ulteriore domanda: perché chiamarlo “papà”
e non “babbi”?
Alla prima domanda si potrebbe rispondere ipotizzando che Renzi, almeno
adesso, sia più in sintonia con sua madre che con il padre, a causa
dell’inchiesta Consip, nella quale è indagato Tiziano Renzi. Del resto, in una
intercettazione telefonica tra Renzi figlio e Renzi padre, il figlio intimò al
padre di non coinvolgere la madre in quell’inchiesta.
E poi, si sa, i maschi italiani sono molto “attaccati” alle loro mamme e
volendo essere, il Pd di Renzi, in maggiore sintonia con la società italiana,
in seguito alle diverse sconfitte elettorali subìte negli ultimi anni, la
scelta di quel dipartimento potrebbe essere così motivata.
Oppure ancora, la festa della mamma è molto più sentita della festa del
papà, di qui la decisione di prevedere un dipartimento mamme e non un
dipartimento papà.
Per la verità, qualche osservatore un po’ cattivello potrebbe rilevare che
l’istituzione del dipartimento mamme sia uno dei diversi sintomi della notevole
confusione che attualmente contraddistingue il Pd di Renzi.
Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd, in una
dichiarazione ha così spiegato la scelta di dare vita al dipartimento mamme
“Per continuare la nostra razza bisogna dare sostegno concreto alle mamme.
Renzi in campagna elettorale ha detto che si sarebbe occupato anche di mamme, è
stato coerente, in Italia nascono sempre meno figli, la genitorialità viene
spesso lasciata da sola. Non ci sono più mamme in Italia, vi rendete conto che
siamo il Paese più anziano d’Europa? Siamo un Paese che rischia tra qualche
decennio di non avere più ragazzi italiani. Se uno vuole continuare la nostra
razza, se vogliamo dirla così, è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare
un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie. Altrimenti si rischia
l’estinzione tra un po’ in Italia”.
La Prestipino, però, a causa dell’utilizzo del termine “razza” è stata
oggetto di numerose e forti critiche, non raggiungendo quindi il suo obiettivo
di giustificare e motivare adeguatamente la decisione di istituire il
dipartimento mamme, anzi raggiungendo l’obiettivo opposto, quello di accrescere
le perplessità e le valutazioni negative nei confronti di quella decisione.
A questo punto mi sorge un dubbio: non sarebbe stato meglio utilizzare un
altro termine, forse un po’ più tradizionale, per definire quel dipartimento,
ad esempio “famiglie”, in considerazione anche del fatto che esiste un
ministero così chiamato?

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