Nel sito dell’associazione Luca Coscioni (www.associazionelucacoscioni.it)
è apparso un appello di Maria Sole, una donna nata senza utero, affetta dalla
sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser, ma fertile. Maria Sole vorrebbe
praticare la cosiddetta maternità surrogata.
Ho ritenuto opportuno riportare integralmente l’appello di Maria Sole.
“Mi chiamo Maria Sole e ho trentadue anni. Ho un compagno che amo e insieme
vorremmo diventare genitori, avere tanti bambini. Ma tra i desideri e la
possibilità di realizzarli, o anche solo di provarci, a volte ci sono ostacoli
insormontabili. Sono nata senza utero. Sono affetta dalla sindrome di
Mayer Rokitansky Kuster Hauser, ma sono fertile. Ironia della sorte, i miei
gameti sono idonei al concepimento ma non ho nel mio corpo la culla dove
consentire che un embrione si annidi e cresca.
Per me e le altre donne come me con lo stesso desiderio di maternità
esistono attualmente (in attesa che l’intervento di trapianto di utero sia
perfezionato) solo due strade: l’adozione e la maternità
surrogata. La prima è sicuramente una strada percorribile per me e per chi
ha la possibilità di dare una famiglia a un bambino che è in stato di
abbandono, e non escludo che un giorno adotterò. La seconda non so se sia del
tutto vietata in Italia, perché la legge 40 parla solo di divieto di
commercializzazione dell’utero.
Io vorrei chiedere a una mamma di aiutarmi a diventare mamma.
Certo, ci sarebbero spese necessarie da affrontare e di queste ce ne
faremmo carico noi. Ho conosciuto molte donne americane (Nord America e Sud
America), canadesi, inglesi, russe, ucraine, greche o indiane affette dalla mia
stessa malattia che adesso stringono tra le braccia i loro bambini nati da
maternità surrogata. Hanno avuto la possibilità di scegliere come diventare
genitori con i loro compagni, possibilità che a me e all’uomo che amo viene
invece negata.
Noi abbiamo deciso però insieme di scegliere la possibilità che la scienza
offre alle coppie come la nostra e di far nascere nostro figlio con la tecnica
della gestazione per altri. Abbiamo scelto di tentare.
Scegliamo la gestazione per altri perché se la scienza consente alle
persone di usufruire della scienza, noi vogliamo provarci. Scegliamo la
gestazione per altri perché, se fatta senza sfruttamento e costrizioni, è una
tecnica medica e una possibilità che dovrebbe essere permessa. Scegliamo la
maternità surrogata perché è l’unico modo in cui nostro figlio potrà venire al
mondo.
Non riesco a comprendere quali siano le ragioni morali, etiche e giuridiche
per cui potrei donare un mio ovulo a una estranea per far nascere quello che in
Italia sarebbe ‘suo’ figlio e non posso far nascere nostro figlio con un dono
temporaneo di utero.
Per tutti questi motivi ho deciso di lanciare un appello. Un appello
che possa arrivare al cuore di una donna, già madre, che capisca quanto profondo
sia il nostro desiderio di diventare genitori.
Se si consente di donare un rene da vivente, scelta non esente da gravi
rischi anche mortali, perché non consentire a una donna di consegnare le
blastocisti di suo figlio a un’altra donna, che solo per nove mesi lo avrà con
sé per farlo nascere? Sarà una donna che ci avrà donato una felicità immensa,
che farà parte inevitabilmente e per sempre della vita del bambino - che saprà
molto presto com’è venuto al mondo. Che conoscerà subito cosa avrà significato
per noi il suo atto di amore.
Quella donna, se vuole, farà parte della nostra famiglia.
A garanzia di tutto quello che avverrà, e se come spero il nostro appello
sarà accolto, ci atterremo scrupolosamente ai dettami della proposta di
legge promossa dalla associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca
scientifica. Io e il mio compagno ci auguriamo possa diventare presto legge in
Italia e consentire così a tante altre donne come me, e a tante altre coppie
come la nostra, di poter realizzare il sogno di diventare una famiglia.
Forse non risponderà nessuno a questo appello, ma confido che esista ancora
una donna, una famiglia con figli propri, che capisca l’importanza del donare
se stessi per la felicità di altri, perché la gestazione per altri è l’unica
possibilità, per molti bambini, di venire al mondo”.
Io spero che l’appello di Maria Sole ottenga risposte, perché condivido in
pieno le considerazioni da lei formulate.
E spero anche che la proposta di legge promossa dall’associazione Luca
Coscioni per la libertà di ricerca scientifica possa essere, prima possibile, approvata
dal Parlamento italiano.

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