Il 9 marzo il Parlamento ha approvato definitivamente, con il voto dei
senatori, la legge delega sulla povertà. Secondo l’Alleanza contro la povertà
con l’approvazione di questa legge “per la prima volta nella storia del nostro
Paese il Parlamento ha definito una reale misura di contrasto alla povertà
assoluta. Si tratta di un deciso passo in avanti, pur nella consapevolezza
della necessità di una decretazione attuativa all’altezza della sfida: vale a
dire uno strumento di lotta alla povertà capace di includere le persone e le
famiglie più povere”.
L’Alleanza contro la povertà, nata nel 2013, raggruppa 35 associazioni che
hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di adeguate politiche
pubbliche contro la povertà assoluta in Italia.
In una nota l’Alleanza esprime le proprie valutazioni su tale legge.
“Va riconosciuto l’impegno del Parlamento e delle forze politiche che,
anche attraverso l’ascolto dell’appello della Alleanza contro la povertà in
Italia dello scorso 28 dicembre, hanno sostenuto – in diversi modi – questa
battaglia. Così come vanno ricordate con gratitudine le parole
d’incoraggiamento che, in occasione del suo messaggio di fine d’anno,
il Presidente della Repubblica, ha rivolto a chi si batte per contrastare
la povertà in Italia.
La sfida che emerge dall’approvazione della legge delega è duplice:
sviluppare una decretazione efficace per una misura che è contestualmente di
sostegno al reddito e di inclusione sociale; dall’altra, predisporre un piano
nazionale contro la povertà che definisca strategie attuative e di
finanziamento incrementali, che consentano il progressivo ampliamento
dell’utenza sino a raggiungere tutta la popolazione in povertà assoluta…
L’Alleanza ha sempre sollecitato l’adozione di uno strumento fondato su due
pilastri: il sostegno economico a chi vive in povertà assoluta e la presa in
carico da parte dei servizi territoriali.
Una misura priva della dimensione dei servizi e che eroga solo sussidi
sarebbe, infatti, inadeguata, poiché si scontrerebbe con la forte carenza dei
medesimi in vaste aree dell’Italia, risulterebbe avere natura meramente
assistenziale e perderebbe quel carattere inclusivo che rappresenta il vero
punto di svolta nella lotta alla povertà e all’emarginazione sociale.
Vi sono dunque alcuni elementi principali che riteniamo debbano essere
incorporati nei successivi decreti delegati per garantire l’efficacia della
misura:
- Assicurare che il fondo povertà sia articolato sulle due componenti
complementari: contributi economici e servizi alla persona, garantiti
attraverso il welfare locale. Ai servizi alla persona dovrebbe essere
assicurato un finanziamento adeguato: solo così, infatti, il reddito
d’inclusione può risultare effettivamente inclusivo e capace di modificare le
condizioni di vita delle persone.
- Assicurare eque condizioni di accesso alla misura, attraverso un
utilizzo dello strumento dell’Isee e sulla base del reddito disponibile, che
dovrà servire da riferimento per la quantificazione del beneficio, tenendo
anche conto dei costi dell’abitare.
- Garantire assistenza tecnica a tutti i territori coinvolti, così da porli
nelle migliori condizioni per costruire percorsi d’inclusione. Sempre a tal
fine, prevedere forme associate di gestione del reddito d’inclusione tra i
comuni di un medesimo ambito territoriale.
- Assicurare un incisivo sistema di monitoraggio e valutazione dei
servizi, per verificarne l’efficacia, la crescita incrementale e la qualità.
L’obiettivo è l’effettiva universalità della prestazione, dentro una
strategia di potenziamento incrementale del sistema dei servizi e della loro
capacità di una presa in carico efficace e inclusiva.
L’Alleanza, come ormai fa dal 2013, continuerà ad accompagnare, sia con la
propria rappresentanza sociale sia con la propria competenza e iniziativa,
l’introduzione di questa misura a livello nazionale e locale”.
Le valutazioni dell’Alleanza mi sembrano condivisibili.
Sarà soprattutto necessario aumentare i fondi a disposizione affinchè i
benefici previsti dalla legge possano essere utilizzati da tutte le persone in
povertà assoluta.

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