lunedì 11 settembre 2023

Insoddisfacente l'andamento dei consumi

 

L’andamento dei consumi delle famiglie italiane è insoddisfacente. E tale andamento è una delle cause principali della recente dinamica del Pil, tendente a decelerare. Ovviamente per acquisire informazioni su quell’andamento sono importanti le statistiche ufficiali dell’Istat ma anche altre fonti possono essere molto utili, come ad esempio il rapporto delle Coop, da poco reso pubblico.

E’ del tutto evidente che il rapporto delle Coop fornisce indicazioni principalmente su una componente dei consumi e cioè la spesa per i beni alimentari che rappresenta però una parte molto importante della spesa complessiva, soprattutto per le famiglie che percepiscono redditi bassi.

La fotografia scattata dal rapporto Coop 2023 è quella di un Paese certamente inquieto (il 30% si dichiara tale) e dove crescono i timori (dal 20 al 32%).

Secondo il rapporto “Campioni nelle rinunce (calano le compravendite immobiliari, le auto, i beni tecnologici), gli italiani hanno sostituito il nuovo con l’usato (33 milioni nell’anno passato hanno venduto o acquistato beni usati)”.

E i loro carrelli della spesa diventano più leggeri.

-3% la variazione delle vendite a prezzi costanti nel primo semestre dell’anno e in previsione 2024 su 2023 il 60% dei manager intervistati si aspetta un risultato in ulteriore seppur modesta riduzione (-0,5%).

Così la spesa diventa più frequente, l’attenzione al risparmio fa piazza pulita della fedeltà al canale di acquisto, discount e mdd (cioè i prodotti con il marchio del distributore) sembrano ancore di salvezza.

Così continua il rapporto “E visto che la fatica di vivere incalza a farne le spese è anche l’identità alimentare di buona parte degli italiani. 1 su 5, soprattutto baby boomers e lower class, dichiara di aver perso ogni riferimento identitario abbandonando anche i dettami della cultura tradizionale, del territorio, delle tipicità”.

E la causa più importante della riduzione dei consumi dei beni alimentari è senza dubbio l’aumento dei loro prezzi, in decelerazione sì ma ancora consistente e maggiore del tasso di inflazione medio.

Per determinare un’inversione di tendenza e quindi un aumento dei consumi presi in esame sarebbe necessario, oltre ad un’attenuazione della crescita dei prezzi, un aumento del potere d’acquisto soprattutto di chi percepisce redditi bassi, accrescendo le loro remunerazioni.

E di questa necessità dovrebbe tenere conto la manovra di bilancio che il Governo si appresta a varare.

Almeno due interventi sarebbero indispensabili: una  consistente riduzione del cosiddetto cuneo fiscale ed anche un aumento della spesa per la sanità pubblica, che provocherebbe anche una riduzione della spesa nei confronti della sanità privata, la cui crescita costituisce anch’essa una causa delle difficoltà economiche di una parte rilevante degli italiani.

Senza un consistente incremento dei consumi delle famiglie non si potrà verifica un aumento del Pil di notevole rilievo e, conseguentemente, una significativa crescita dell’occupazione.

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