lunedì 4 settembre 2023

Difficoltà economiche e manovra di bilancio

Alcuni dati diffusi recentemente inducono a concludere che la situazione economica congiunturale dell’Italia stia peggiorando. I dati riguardano il Pil, l’occupazione e i prestiti alle imprese. Tali dati renderanno più difficile l’approvazione della manovra di bilancio per il 2024?

I dati a cui ho fatto riferimento sono la riduzione del Pil nel secondo trimestre dell’anno, -0,4%, la diminuzione degli occupati nel mese di luglio, -73.000, e la contrazione dei prestiti alle imprese, -3,7% su base annua.

Per concludere che i dati in questione anticipino il verificarsi di un peggioramento duraturo della situazione economica sarà necessario attendere quanto si verificherà nei prossimi mesi.

E’ probabile, però, che, considerando anche quanto sta avvenendo in altri Paesi europei, in primis la Germania, il peggioramento continui, in Italia, nei prossimi mesi, pur se le sue dimensioni non sono al momento prevedibili.

Un interrogativo mi sembra il più importante.

Questo peggioramento renderà ancora più difficile l’approvazione della manovra di bilancio che vedrà impegnati il Governo e il Parlamento nei prossimi mesi?

Molto dipenderà dalla possibilità che il peggioramento incida negativamente anche sull’andamento del Pil del prossimo anno, sulle entrate fiscali, sul rapporto tra deficit pubblico potenziale  e Pil, sempre relativamente al 2024.

E’ del tutto evidente che la dinamica della spesa pubblica che si verificherà, in seguito alla manovra, nel 2024 dipenderà soprattutto dalla previsione sul valore che assumerà il rapporto tra deficit pubblico e Pil.

Infatti un andamento sfavorevole del Pil renderà più elevato quel rapporto, anche se al denominatore del rapporto vi è il valore nominale del Pil, comprensivo cioè dell’aumento dei prezzi, ed è noto che siamo ancora in un periodo contraddistinto da un tasso di inflazione abbastanza elevato che, però, sembra rallentare.

Comunque, anche se non ci fosse un notevole peggioramento nell’andamento del Pil finora previsto per il 2024, è ormai acquisito che gli spazi a disposizione della manovra di bilancio saranno piuttosto ristretti e, se si verificasse un ulteriore peggioramento nella dinamica del Pil, quegli spazi diminuirebbero ancora.

Il Governo, in primo luogo il ministro Giorgetti, già ha anticipato che la manovra di bilancio sarà molto complessa, addebitando le principali responsabilità al cosiddetto superbonus edilizio che, ad avviso del ministro dell’economia, produrrà pesanti effetti negativi sul deficit pubblico anche nel 2024 e probabilmente negli anni successivi.

Per la verità, a tale proposito, vi sono economisti, come Carlo Cottarelli, che ritengono che gli effetti del superbonus sul deficit pubblico del 2024 saranno piuttosto limitati.

E quindi?

E’ certo invece che, se il Governo intendesse attuare, nel 2024, una lotta all’evasione fiscale più intensa di quanto per ora sembra voler fare, si potrebbero avere a disposizione risorse finanziarie consistenti da utilizzare per diminuire, in modo strutturale e in misura consistente, il cosiddetto cuneo fiscale o, ad esempio, per aumentare, e non ridurre in termini reali, la spesa per la sanità pubblica, come sarebbe necessario.

Maggiori risorse si potrebbero ottenere se la riforma fiscale avesse un carattere più progressivo, se fossero introdotte nuove imposte che colpissero le rendite, se, inoltre, aumentasse l’imposta sulle successioni, ora molto bassa, anche in confronto a quanto avviene in molti altri Paesi europei e se poi venisse finalmente attuata un’efficace spending review, tendente a ridurre i molti sprechi nella spesa delle pubbliche amministrazioni.

E poi se il Governo operasse per ridurre i ritardi nell’attuazione del Pnrr sarebbe possibile incrementare gli investimenti pubblici per favorire l’aumento del Pil nel 2024. Peraltro, al di là delle accuse rivolte ai governi precedenti, una delle principali cause dei ritardi nel Pnrr derivano dalla decisione dell’attuale Governo di trasferire la cabina di regia del Pnrr dal ministero dell’Economia alla presidenza del Consiglio.

Pertanto, se il Governo attuasse gli interventi da me ipotizzati, o interventi simili, l’eventuale peggioramento della dinamica del Pil nel 2024 non produrrebbe effetti negativi sulla manovra di bilancio.

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