E’ in corso una crisi mondiale della
salute mentale, anche e soprattutto fra i giovanissimi: l’incidenza di
depressione e ansia fra gli adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della
pandemia. Oggi un adolescente su quattro ha i sintomi clinici di depressione e
uno su cinque segni di un disturbo d’ansia.
Lo dimostrano alcuni studi resi noti nel recente congresso della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf).
Tale situazione potrà purtroppo avere conseguenze negative sul lungo periodo: è stato infatti dimostrato che soffrire di depressione durante l’infanzia e l’adolescenza si associa da adulti a una salute peggiore, mentale e non solo, e a maggiori difficoltà nelle relazioni e nella vita in generale.
“Tutte le ricerche concordano: con la pandemia
un’allarmante percentuale di giovanissimi sta manifestando i segni di un
disagio mentale - ha spiegato Claudio Mencacci, co-presidente della Società
italiana di neuropsicofarmacologia -.
I tassi di depressione e ansia che si registrano sono direttamente correlati alle restrizioni: si impennano cioè quando viene impedita la socialità, quando si deve tornare alla didattica a distanza, quando non si possono coltivare le relazioni con i coetanei che in adolescenza sono indispensabili”.
A pagare il prezzo più alto sono i ragazzi della
scuola secondaria superiore, “una fase essenziale per le nuove esperienze e per
i primi traguardi - ha proseguito Mencacci - non vivere nella normalità ‘pietre
miliari’ come l’esame di maturità o i primi amori per la psiche di un
giovanissimo è assimilabile a un lutto e come tale può essere un fattore
scatenante di ansia e depressione.
Molti possono avere sintomi di disagio mentale che poi si risolvono, ma tanti stanno mostrando di non riuscire a uscirne: per loro la pandemia è stata una sorta di ‘catalizzatore’, un evento che li ha portati su una traiettoria di malessere.
Senza contare coloro che erano già fragili prima del Covid, per i quali la pandemia è stata ancora più difficile da affrontare. Tutti devono essere intercettati e aiutati a uscire dalla depressione”.
Questo perché è ormai altrettanto certo che
soffrire di depressione durante l’adolescenza comporta difficoltà per tutta la
vita, se il disturbo non viene risolto presto e bene: come si ricorda in una
nota della Sinpf, un recente studio americano ha dimostrato che la presenza di
sintomi persistenti di depressione da giovanissimi si associa a una vita adulta
più difficile, in cui è maggiore il rischio di ansia, abuso di sostanze e
perfino condotte criminali, è più elevata la probabilità di avere problemi di
salute e relazioni sociali complicate così come di non raggiungere gli
obiettivi di studio e carriera.
Le conseguenze sono più negative per chi soffre di depressione durante l’adolescenza rispetto alla prima infanzia e soprattutto per chi “trascina” i sintomi depressivi senza che vengano risolti da un adeguato trattamento: le ripercussioni sono infatti attenuate in chi è stato gestito dai servizi di salute mentale.
“Questi dati confermano la necessità di
intercettare e trattare la depressione nei giovanissimi, un problema che sta
emergendo con sempre maggiore forza a causa della pandemia - ha commentato
Matteo Balestrieri, co-presidente della Società italiana di neuro
psicofarmacologia -.
L’adolescenza è un momento centrale per lo sviluppo psichico dell’individuo e occorre gestire adeguatamente le psicopatologie che vi si dovessero manifestare per evitarne le conseguenze a lungo termine.
Il primo passo è una corretta diagnosi, quindi occorre impostare una terapia che spesso prevede in primis un percorso psicoterapeutico, ma che deve prevedere l’utilizzo di farmaci nei casi in cui ciò sia opportuno.
I farmaci non sono indicati in depressioni lievi né come prima linea di trattamento, ma con opportuni accorgimenti possono essere d’aiuto quando la psicoterapia da sola non basta, per evitare che la depressione diventi persistente e quindi più pericolosa per il benessere presente e futuro dell’adolescente”.
“Il dibattito sulla prescrizione degli
antidepressivi in infanzia e adolescenza è ancora aperto: alcuni sono approvati
per l’impiego in questa fascia d’età, altri vengono comunque utilizzati - hanno
concluso Mencacci e Balestrieri -.
Tutti devono sempre essere prescritti nella consapevolezza dell’importanza di gestire l’adolescente nella sua complessità: gli antidepressivi possono e devono essere somministrati a un adolescente se è opportuno, ma occorre sempre che ci sia un attento monitoraggio ed è indispensabile sostenere il giovane paziente in un percorso di cura che tenga conto della sua particolare situazione emotiva e cognitiva”.

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