giovedì 14 gennaio 2021

Necessario ridurre i poteri delle Regioni

 

Gli interventi adottati per affrontare l’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia, tra l’altro, hanno reso evidente che i poteri di cui dispongono le Regioni, almeno in alcuni settori, sono eccessivi.

Infatti sebbene le linee generali degli interventi siano state decise dal Governo, le singole Regioni hanno potuto compiere scelte in parte diverse, soprattutto in alcuni settori.

In primo luogo, in ambito sanitario. Un esempio recente, le decisioni delle Regioni in attuazione del piano vaccinale non sono state tutte uguali. Le differenze tra le Regioni sono state anche, talvolta, piuttosto consistenti.

Ancora più evidenti le differenze relative alle date di riapertura delle scuole superiori relativamente alla didattica in presenza.

Le differenze che si sono verificate hanno quanto meno generato molta confusione.

Ma non solo questo.

I cittadini delle diverse regioni sono stati tutti trattati nello stesso modo.

E, in alcuni casi, sono state compiute anche scelte sbagliate che, molto probabilmente, se prese dal Governo, e uniformi su tutto il territorio nazionale, sarebbero state migliori.

I poteri delle Regioni sono previsti dalla Costituzione.

Con alcune modifiche costituzionali, avvenute nel corso degli anni, si è manifestata una tendenza al loro ampliamento.

Quanto avvenuto nell’ambito dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, a mio avviso, dovrebbe indurre a ritenere opportuna una riduzione dei poteri delle Regioni.

Comunque sarebbe necessario iniziare una discussione approfondita, inizialmente fra gli addetti ai lavori, fra i costituzionalisti soprattutto, e poi anche fra chi ricopre incarichi nelle istituzioni, sul tema appunto dei poteri delle Regioni, sulla necessità o meno di una loro riduzione.

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