Più precisamente, nel 2018 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco più di 211 miliardi di euro (erano 213,9 nel 2017), in flessione dell’1,3% rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto all’andamento del valore aggiunto, cresciuto del 2,2%.
L’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è di conseguenza ridotta di 0,4 punti percentuali, portandosi all’11,9%, confermando una tendenza alla discesa in atto dal 2014, quando si era registrato un picco del 13,0%. Lo ha comunicato l’Istat diffondendo i dati de “L’economia non osservata nei conti nazionali” per gli anni 2015-2018.
Stando ai dati diffusi, il complesso dell’economia sommersa
vale 191,8 miliardi, il 12,0% del valore aggiunto prodotto dal sistema
economico, con una riduzione di 3,2 miliardi rispetto all’anno precedente.
“La componente legata alla sotto-dichiarazione del valore aggiunto - spiega l’Istat - ammonta a 95,6 miliardi (98,5 miliardi nel 2017) mentre quella connessa all’impiego di lavoro irregolare si attesta a 78,5 miliardi (80,2 miliardi l’anno precedente). Le componenti residuali ammontano a 17,6 miliardi (16,3 nel 2017)”.
Per quanto riguarda le unità di lavoro irregolari, nel 2018
sono state 3 milioni e 652.000, occupate in prevalenza come dipendenti (2
milioni e 656.000). La riduzione (-1,3% rispetto al 2017) segnala un
ridimensionamento di un fenomeno che nel 2017 si era invece esteso (+0,7%
rispetto al 2016).
Nell’insieme del periodo 2015-2018 il lavoro non regolare
presenta una dinamica opposta a quella che caratterizza il lavoro regolare: gli
irregolari diminuiscono di circa 47.000 unità (-1,3%), mentre i regolari
crescono di 723.000 unità (+3,7%), determinando un calo del tasso di
irregolarità dal 15,8% del 2015 al 15,1% del 2018.
E’ certamente positivo il fatto che la cosiddetta economia non osservata tenda a ridursi, ma il suo valore è ancora troppo elevato e quindi resta la necessità di adottare interventi volti a ottenere una ulteriore diminuzione, molto consistente, di tale valore.

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