giovedì 8 ottobre 2020

Il Covid ha cambiato il modo di informarsi

 


Il Covid-19 ha cambiato il modo di informarsi degli italiani. Ciò è emerso dal rapporto la “Scienza e il Covid”, realizzato dai ricercatori dell'Istituto per la formazione al giornalismo dell'università di Urbino.

Così si possono sintetizzare il cambiamento: più canali all news, più tv locali e siti web istituzionali, meno radio e informazioni condivise su facebook da amici.

Secondo l'indagine condotta attraverso interviste telefoniche realizzate a giugno su un campione di oltre mille italiani, le reti all news hanno visto una crescita del +6% rispetto al 2019 ed il notiziario delle tv locali un +8%, indice della necessità “di colmare un bisogno informativo che in un periodo di crisi come quello vissuto diventa più urgente e più legato al contesto locale”.

Mentre l'uso della radio è stato penalizzato (-7%) dai minori spostamenti in auto per andare a lavoro, i talk show in tv sono stati molto seguiti per informarsi sul Covid-19.

L'effetto del coronavirus è risultato visibile anche rispetto alle fonti online di informazione, tutte in aumento tranne, per la prima volta dopo anni in crescita, quelle che arrivano attraverso amici via facebook: un -3% segno che l'emergenza ha portato a privilegiare fonti online dotate di maggiore credibilità.

Si spiega così anche l'aumento del 4% dell'utilizzo per informarsi, dei siti web di testate giornalistiche, che sono salde al primo posto della classifica dei media.

“In questo grande periodo di incertezza, gli italiani si sono affidati al mondo dell'informazione, tornando a riconoscergli il ruolo di mediazione che aveva conosciuto un appannamento nel corso del tempo”, hanno commentato gli autori.

Resta frequente imbattersi in fake news e quasi tutti gli intervistati ritengono che queste notizie false creino confusione. Eppure, in modo un po' contraddittorio, si dicono anche capaci di saperle riconoscere.

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