lunedì 20 gennaio 2020

Maxi multa per l'Eni, ha ingannato i consumatori



L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha disposto il 15 gennaio 2020 una multa di 5 milioni di euro nei confronti dell’Eni per “pratica commerciale ingannevole” in merito alla pubblicità “Enidiesel+”, che ha inondato giornali, televisione, radio, cinema, web e stazioni di servizio dal 2016 al 2019.

La decisione riguarda il messaggio, oggi dichiarato ingannevole, di un diesel bio, green e rinnovabile, che “riduce le emissioni gassose fino al 40%”.

L’Autorità ha imposto all’Eni di non utilizzare più la pubblicità e disposto una sanzione amministrativa, per pratica commerciale scorretta, di 5 milioni di euro “pari al massimo edittale”, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.

La sentenza è arrivata a seguito di un reclamo presentato da Legambiente, Movimento difesa del cittadino e da Transport & Environment (T&E) per pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del consumo.

A tale proposito, Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha dichiarato: “Quella di oggi è decisione storica, perché per la prima volta in Italia si parla ufficialmente di greenwashing e perché finalmente viene smascherato questo grande inganno ai danni dei cittadini da parte di uno dei maggiori nemici del clima qual è Eni.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ci ha dato ragione, ma non basta.

Ora è tempo che anche il governo scommetta davvero su un Green New Deal italiano, iniziando proprio dalla definizione immediata di una strategia di uscita graduale ma netta e inesorabile dai 19 miliardi di euro di sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili che sono causa dell’emergenza climatica, definendo anche lo stop agli incentivi all’uso dell’olio di palma nel diesel”.

Francesco Luongo, presidente nazionale del Movimento difesa del cittadino, ha aggiunto: “La decisione dell’Autorità rappresenta un primo importante esempio di sanzione in materia di ‘greenwashing’ ovvero quei messaggi pubblicitari ingannevoli quanto alle qualità ‘green’ di un prodotto.

Il rispetto dell’ambiente è un valore fondamentale nell’evoluzione dell’economia globale ribadito dal ‘Green Deal’ approvato dalla Commissione dell’Unione europea e non deve essere piegato, o peggio contraffatto, dalle aziende attraverso un marketing spregiudicato che si traduca in vere e proprie pratiche commerciali scorrette ai danni dei consumatori”.

Veronica Aneris, responsabile di Transport & Environment (T&E), ha infine concluso: “Non esiste il diesel green, prodotto con olio di palma o altre colture alimentari perché causa la deforestazione.

Le compagnie petrolifere devono smettere di cercare di indurre in errore cittadini e politici con il falso claim del diesel che rispetta l’ambiente e la salute.

Dovrebbero invece investire in soluzioni realmente sostenibili, come l’elettricità rinnovabile e i biocarburanti avanzati e il governo deve fare la sua parte nello spingere le multinazionali dei fossili a dare il giusto contributo nella transizione a emissioni zero”.

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