Salvini molto
spesso indossa le divise degli agenti della polizia di Stato. Sembra essere
vicino ai problemi che contraddistinguono questi agenti. In realtà non fa nulla
per destinare loro maggiori risorse finanziarie, da utilizzare per le divise,
per la benzina delle auto a loro disposizione. Salvini pertanto prende in giro
anche loro come prende in giro molti altri che, peraltro, continuano a votarlo
o manifestare simpatia nei suoi confronti.
I
rappresentanti di diversi sindacati hanno criticato però Salvini e gli hanno
rivolto precise richieste, per ora rimaste inascoltate.
Infatti,
gli agenti sono costretti a fare uso di pantaloni logori e troppo grandi,
magliette rotte e divise invernali anche in estate.
E'
la situazione in cui versa la polizia di Stato, alle prese con una vera
emergenza: non ci sono uniformi per gli agenti, costretti ormai da anni ad
acquistare con i propri soldi l'abbigliamento da lavoro.
A
denunciare tale situazione è stato il sindacato “Libertà e sicurezza”, che a
Palermo si è trovato costretto a comprare 12 pantaloni per coprire
la carenza di questi indumenti.
Il segretario generale Giovanni
Iacoi ha dichiarato però come il problema riguardi ormai tutta
l'Italia: “A malincuore dobbiamo ammettere che ci arrivano segnalazioni da Nord
a Sud e la situazione va avanti così da anni”.
L'allarme
è partito da Palermo dove il sindacato ha deciso di pagare di tasca
propria i pantaloni necessari per permettere agli agenti di sostituire i capi
d'abbigliamento vecchi e logori.
“Il
nostro è solo un gesto simbolico” - ha spiegato Pasquale Guaglianone,
segretario provinciale di Les -.
Così
il segretario generale Giovanni Iacoi si è rivolto direttamente a Matteo
Salvini.
“Siamo
felici che il ministro utilizzi la nostra maglietta, vorremmo però chiedergli
di permettere anche a noi l'onore di sfoggiare questa bella divisa”.
L'emergenza
va avanti da quando, nell'ultima legge di bilancio, sono stati tagliati 2
milioni di euro destinati alle divise. Anche le stesse accademie degli allievi
si trovano a dover affrontare lo stesso problema.
“Una
volta gli allievi erano i primi a ricevere le divise, oggi invece gli uffici
amministrativi si trovano costretti a chiedere ai ragazzi di pagarsi da soli il
vestiario”, ha aggiunto Iacoi.
Ma
non solo gli allievi sono costretti a mettere mano al portafoglio: i poliziotti
si trovano spesso costretti a pagarsi da soli polo, pantaloni o magliette.
“Spesso
mentre siamo in servizio, roviniamo le divise. E' parte del nostro lavoro – ha continuato
Iacoi - ma nessuno ci fornisce più capi sostitutivi. A volte bisogna
accontentarsi di quel poco che si trova in magazzino. Se un agente indossa la
taglia 46, si trova costretto a mettersi una 54 perché non abbiamo alternative.
Pensate a quanto possa essere imbarazzante girare con i pantaloni cadenti e le
magliette rotte”.
Si tratta di garantire le condizioni minime di decoro, spiegano dal sindacato. Anche durante la parata del 2 giugno, i poliziotti si sono dovuti arrangiare con uniformi di seconda mano.
“Una
situazione del genere non sarebbe tollerabile per nessun capo dell'arma dei
Carabinieri o della Guardia di Finanza, perché invece il capo della polizia
tollera tutto ciò?” ha chiesto Iacoi.
“La
verità - ha concluso Iacoi – è che sono stati spesi inutilmente 6 milioni
di euro per i nuovi distintivi che si sono scollati il giorno dopo”.
In
attesa di ricevere risposte concrete dal ministero, il segretario Iacoi ha lanciato
un'ultima provocazione: “Credo che l'unica cosa che resta da fare è scendere in
strada nudi”.

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