lunedì 5 agosto 2019

Poliziotti senza divise, Salvini ha preso in giro anche loro



Salvini molto spesso indossa le divise degli agenti della polizia di Stato. Sembra essere vicino ai problemi che contraddistinguono questi agenti. In realtà non fa nulla per destinare loro maggiori risorse finanziarie, da utilizzare per le divise, per la benzina delle auto a loro disposizione. Salvini pertanto prende in giro anche loro come prende in giro molti altri che, peraltro, continuano a votarlo o manifestare simpatia nei suoi confronti.

I rappresentanti di diversi sindacati hanno criticato però Salvini e gli hanno rivolto precise richieste, per ora rimaste inascoltate.

Infatti, gli agenti sono costretti a fare uso di pantaloni logori e troppo grandi, magliette rotte e divise invernali anche in estate.

E' la situazione in cui versa la polizia di Stato, alle prese con una vera emergenza: non ci sono uniformi per gli agenti, costretti ormai da anni ad acquistare con i propri soldi l'abbigliamento da lavoro.

A denunciare tale situazione è stato il sindacato “Libertà e sicurezza”, che a Palermo si è trovato costretto a comprare 12 pantaloni per coprire la carenza di questi indumenti.

Il segretario generale Giovanni Iacoi ha dichiarato però come il problema riguardi ormai tutta l'Italia: “A malincuore dobbiamo ammettere che ci arrivano segnalazioni da Nord a Sud e la situazione va avanti così da anni”.

L'allarme è partito da Palermo  dove il sindacato ha deciso di pagare di tasca propria i pantaloni necessari per permettere agli agenti di sostituire i capi d'abbigliamento vecchi e logori.

“Il nostro è solo un gesto simbolico” - ha spiegato Pasquale Guaglianone, segretario provinciale di Les -.

Così il segretario generale Giovanni Iacoi si è rivolto direttamente a Matteo Salvini.

“Siamo felici che il ministro utilizzi la nostra maglietta, vorremmo però chiedergli di permettere anche a noi l'onore di sfoggiare questa bella divisa”.

L'emergenza va avanti da quando, nell'ultima legge di bilancio, sono stati tagliati 2 milioni di euro destinati alle divise. Anche le stesse accademie degli allievi si trovano a dover affrontare lo stesso problema.

“Una volta gli allievi erano i primi a ricevere le divise, oggi invece gli uffici amministrativi si trovano costretti a chiedere ai ragazzi di pagarsi da soli il vestiario”, ha aggiunto Iacoi.

Ma non solo gli allievi sono costretti a mettere mano al portafoglio: i poliziotti si trovano spesso costretti a pagarsi da soli polo, pantaloni o magliette.

“Spesso mentre siamo in servizio, roviniamo le divise. E' parte del nostro lavoro – ha continuato Iacoi - ma nessuno ci fornisce più capi sostitutivi. A volte bisogna accontentarsi di quel poco che si trova in magazzino. Se un agente indossa la taglia 46, si trova costretto a mettersi una 54 perché non abbiamo alternative. Pensate a quanto possa essere imbarazzante girare con i pantaloni cadenti e le magliette rotte”. 

Si tratta di garantire le condizioni minime di decoro, spiegano dal sindacato. Anche durante la parata del 2 giugno, i poliziotti si sono dovuti arrangiare con uniformi di seconda mano.

“Una situazione del genere non sarebbe tollerabile per nessun capo dell'arma dei Carabinieri o della Guardia di Finanza, perché invece il capo della polizia tollera tutto ciò?” ha chiesto Iacoi.

“La verità - ha concluso Iacoi – è che sono stati spesi inutilmente 6 milioni di euro per i nuovi distintivi che si sono scollati il giorno dopo”.

In attesa di ricevere risposte concrete dal ministero, il segretario Iacoi ha lanciato un'ultima provocazione: “Credo che l'unica cosa che resta da fare è scendere in strada nudi”.

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