Il
10 dicembre come ogni anno è stata celebrata la giornata internazionale dei
diritti umani, e in questa occasione vorrei formulare alcune brevi considerazioni.
Mi sembra che nel mondo i diritti umani, sebbene siano molto spesso oggetto di
violazioni, talvolta drammatiche, sempre più frequentemente non siano tenuti
nella giusta considerazione. Più importanti sono considerati gli interessi
economici e le esigenze di politica estera.
Purtroppo è così.
Gli esempi che dimostrano la validità di questa mia valutazione
sono numerosi.
Almeno due possono essere citati, riguardanti l’Europa.
In Turchia, soprattutto negli ultimi mesi, le
libertà individuali e collettive sono state oggetto di notevoli restrizioni.
Molti gli arresti, del tutto ingiustificati, di persone la cui unica colpa è
l’opposizione al regime di Erdogan.
Eppure il governo turco è ancora ritenuto un
interlocutore credibile da parte dei governi europei, preoccupati che dalla Turchia
possano essere espulsi gran parte dei molti migranti, soprattutto siriani, che
attualmente sono presenti in quel Paese.
Nella Russia di Putin i diritti umani sono frequentemente
violati. Putin poi sostiene il governo del dittatore siriano Assad, responsabile
di un notevole numero di assassini.
Eppure i governi di diversi Paesi europei ritengono
opportuno eliminare le sanzioni che furono decise nel periodo della guerra in
Ucraina, perché in questo modo la situazione dei sistemi economici di quei
Paesi migliorerebbe.
Certo, gli interessi economici, le esigenze di
politica estera, sono importanti, non possono essere trascurati.
Ma la salvaguardia dei diritti umani dovrebbe essere
almeno ugualmente importante.
Ciò, ripeto, molto spesso non avviene.
Ma, tutti, ci dovremmo impegnare affinchè i diritti
umani assumano sempre maggiore rilievo.
E’ questo il motivo principale che mi ha spinto
prima a diventare socio e poi attivista di Amnesty International.
Non possiamo e non dobbiamo, infatti, delegare
completamente ai governi quell’impegno.

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