La
campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 25 settembre è
iniziata già prima della presentazione ufficiale delle liste dei candidati.
Fino ad ora almeno è stata, a mio giudizio di basso livello.
Inizio con la destra.
I tre principali partiti della destra hanno avanzato proposte del tutto irrealizzabili, soprattutto relativamente al fisco.
Ipotizzare la cosiddetta “flat tax”, a parte che contrasta con quanto prevede la Costituzione quando si sostiene la necessità della progressività delle imposte, significa formulare una proposta che costerebbe decine di miliardi di euro, incompatibile con la situazione attuale dei conti pubblici italiani.
Sfiora anche l’ilarità la proposta di Berlusconi di garantire, a tutti gli anziani che ne hanno bisogno, dentiere gratis…
Alcune iniziative propagandistiche della Meloni, poi, sono inaccettabili, come la pubblicazione del video della donna ucraina stuprata e il tweet in cui elenca quali sono le devianze giovanili da contrastare, tra le quali sono ricompresi i disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia.
Nel centro sinistra mi riferisco solamente al Pd, oggettivamente il partito più importante di quell’area politica.
Quando il Pd evoca pericoli di neofascismo in seguito all’eventuale vittoria della destra capeggiata da Giorgia Meloni si sbaglia di grosso e, probabilmente, la avvantaggia perché le consente di adottare atteggiamenti di natura vittimistica.
La destra andrebbe contrastata con proposte e slogan più vicini alle esigenze e ai problemi dei cittadini.
La stessa Chiara Ferragni, mi dispiace scriverlo, si è dimostrata più efficace di Letta e compagni quando ha sottolineato che con la vittoria della destra il diritto all’aborto verrebbe ostacolato più di quanto non avvenga già adesso.
Mi fermo qui, per ora.
Spero che con il passare dei giorni la qualità della campagna elettorale migliori, ma ho dei seri dubbi che ciò avvenga davvero.

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