mercoledì 3 agosto 2022

Perchè fare la quarta dose del vaccino

 

Da alcune settimane possono fare la quarta dose del vaccino anti-Covid anche gli ultrasessantenni. In precedenza avevano questa possibilità i cosiddetti “fragili” e coloro che hanno superato gli 80 anni. Io ho già fatto la quarta dose, poiché ho 65 anni. Ma perché fare la quarta dose?

Porsi questa domanda è doveroso in quanto fino ad ora degli ultraottantenni hanno fatto la quarta dose solo il 25% degli aventi diritto e solamente circa il 10% di coloro che hanno tra i 60 e gli 80 anni.

E questo nonostante che, oltre al ministero della Sanità, tutti i virologi abbiano consigliato di fare la quarta dose.

Per rispondere alla domanda in questione si può fare riferimento a quanto scritto da un fisico, però premio Nobel, Giorgio Parisi che in un articolo “Tutti i motivi perchè è utile la quarta dose del vaccino”, pubblicato da “Il Corriere della Sera”, il quale con una chiarezza estrema espone quei motivi, 4 a suo avviso.

Cosa scrive, tra l’altro, Parisi?

“…1) La protezione del vaccino contro il Covid tende a diminuire con il tempo per due motivi: l’arrivo di nuove varianti e una naturale decrescita della protezione con il tempo. Le dosi ripetute di vaccino, fatte a distanza maggiore di quattro mesi, non solo rinfrescano la memoria immunitaria, ma inducono una produzione di anti-corpi più efficaci verso il virus…La quarta dose riporta la protezione a livelli maggiori di quelli dati dalle vaccinazioni precedenti, sia perché rinfresca la memoria immunitaria, sia perché migliora la qualità degli anticorpi.

2) Qualcuno pensa: ‘Meglio aspettare il vaccino bivalente che si basa su proteine sia del ceppo originale sia di Omicron 1’.

Tuttavia adesso siamo vicini al picco epidemico di Omicron 5 e non sappiamo cosa succederà nell’autunno.

Ci sono vari scenari:

Omicron 5 potrebbe essere completamente bloccato dall’immunità di gregge indotta dalle infezioni attuali e dai vaccini e l’epidemia rimarrebbe a livelli molto bassi.

Potrebbe venire una nuova variante, pi greco, completamente differente da Omicron (esattamente come Omicron era differente da Delta) che spazza via Omicron, come Omicron ha spazzato via Delta. In questo scenario il vaccino bivalente non verrebbe usato, in quanto assolutamente inutile in quanto inferiore al vaccino iniziale. Sfortunatamente non sappiamo molto sull’origine di Omicron, che discende direttamente dal ceppo originario, e non dalle varianti successive, come Alfa e Delta. Non sapendo come Omicron si è evoluto, è difficile predire se e quando potrebbe apparire una nuova variante completamente differente.

Omicron 5, o un nuovo Omicron, potrebbe riprendere forza in autunno e diffondersi su grande scala.

Solo in questo terzo scenario un vaccino bivalente sarebbe veramente utile per la protezione individuale. Tuttavia, niente vieta di fare la quarta dose adesso e fare un’ulteriore vaccinazione se e quando sarà necessario.

3) Vari studi epidemiologici (fatti in Canada ed in Israele) ci dicono che la quarta dose protegge dalla malattia grave, molto di più di quanto protegga dall’infezione lieve o dalla malattia asintomatica. Anche confrontandosi con i vari ceppi Omicron, il vaccino riesce quasi sempre a trasformare una possibile polmonite in un raffreddore, e centra uno degli obiettivi principali quello di eliminare le malattie gravi. Inoltre il vaccino ci protegge dal Long Covid, ovvero dalle conseguenze a lungo termine del Covid che in alcuni casi possono essere gravi, per esempio diabete o ictus.

4) Circa il 40% degli ammalati di Covid nelle terapie intensive sono nella fascia tra i 60 e i 79 anni. Meno del 10% di questi muore, ma anche se si sopravvive, la terapia intensiva rimane un’esperienza molto brutta.

Il problema sembrava complesso, ma se viene esaminato con cura in tutti i suoi aspetti, la conclusione è chiara: conviene fare la quarta dose.

Io ne sono convinto: d’altro canto l’ho già fatta”.

E anche io, lo ripeto, l’ho già fatta.

E la facciano anche coloro che la possono fare.

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