Il 21 marzo Padova sarà la piazza principale, ma
simultaneamente, in migliaia di luoghi d’Italia, dell’Europa e dell’America
Latina, la giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime
innocenti delle mafie verrà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle
vittime e, di seguito, con momenti di riflessione e approfondimento. Insieme
per ricordare le oltre 900 vittime innocenti delle mafie con la lettura dei
loro nomi e per farsi portavoce di una richiesta di verità e giustizia.
E questo per sottolineare - non solo simbolicamente - che per
contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze
di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una
comunità solidale e corresponsabile, che faccia del “noi” non solo una parola,
ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze.
La scelta di Padova, in rappresentanza del Nord Est, è stata
presa dall’associazione Libera, presieduta da don Ciotti.
Una scelta la cui validità è risultata evidente anche in seguito
al recente blitz delle forze di polizia e della magistratura, volto a
contrastare la presenza della ‘ndrangheta in Veneto, che ha portato alla
realizzazione di 33 arresti.
Così ha commentato quanto avvenuto in Veneto Francesca Rispoli,
componente dell’ufficio di presidenza di Libera: “Quando mesi fa abbiamo scelto il Nord
Est, il Veneto, per la giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno molti
avevano accolto la nostra decisione con diffidenza e resistenza, ma l'operazione
di oggi come quella delle scorse settimane, grazie al lavoro della magistratura
e delle forze dell' ordine, dimostrano con chiarezza che le mafie sono presenti
e non bisogna abbassare la guardia.
Ecco che ci meraviglia chi si stupisce: oggi più che mai mafia e corruzione
sono parassiti che erodono il tessuto sociale. Le commistioni con la mafia
sono difficili da sconfiggere perché non operano a viso scoperto, si insidiano
nelle persone e nelle realtà e ne succhiano il sistema da dentro.
Il Veneto però ha gli anticorpi per poter reagire, dobbiamo metterci la
faccia, per dire da che parte si sta. Questo è un momento in cui ci vuole un riscatto
da parte di tutti, una rivoluzione culturale, etica, sociale”.
Infatti il Nord-Est, secondo Libera, da locomotiva economica del Paese, nel
silenzio e lentamente rischia di trasformarsi in “lavatrice” di soldi sporchi.
Secondo i dati presenti nella relazione relativa al primo semestre del 2018
della Direzione Investigativa Antimafia, nelle tre regioni del Nord Est le
operazioni sospette, nei primi sei mesi del 2018, sono state complessivamente 4.281,
pari al 7,7% del totale nazionale.
Il maggior numero di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio si sono
verificate nel Veneto, dove ogni giorno, presso banche e istituti creditizi,
sono state effettuate 19 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette di
riciclaggio per un totale di 3.518, nel semestre considerato.

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