La
stazione Termini di Roma è stata interessata da un notevole processo di
ammodernamento sia nella parte adiacente ai binari sia nella cosiddetta “terrazza”,
processo caratterizzato dal proliferare di esercizi commerciali, soprattutto
bar e ristoranti.
Apparentemente questo processo di ammodernamento ha
reso la stazione Termini più accogliente ed anche più sicura in quanto l’accesso
ai binari è consentito solamente ai possessori di un biglietto.
Ma non mancano dei problemi, il più importante dei
quali è rappresentato dalla scomparsa delle panchine ed anche, addirittura,
delle sale d’aspetto.
Quanti attendono di prendere un treno sono costretti
o a stare in piedi o a rifugiarsi in un bar, con relativa consumazione.
Questo problema, credo, è stato esplicitamente voluto
dalla società Grandi Stazioni, società del gruppo Ferrovie dello Stato che
gestisce anche Termini.
In questo modo è riuscita a vendere molti spazi
appunto a bar e ristoranti.
Quindi, anche in questo caso, si è cercato di
massimizzare i profitti, tralasciando le esigenze di una parte consistente
degli utenti.
Del resto tale scelta è in linea con l’orientamento
di Ferrovie dello Stato, per quanto riguarda la circolazione dei treni,
tendente a privilegiare gli utenti più “ricchi”, coloro che utilizzano le “frecce”,
e trascurando invece i pendolari, costretti molto spesso a sopportare forti
ritardi e a viaggiare in condizioni molto disagiate.
Ma la proprietà di Ferrovie dello Stato è pubblica e
pertanto dovrebbe essere soddisfatte il più possibile le esigenze di tutti gli
utenti, anche di quelli con minori disponibilità economiche che, ad esempio,
non vogliono o non possono recarsi ad un bar e intendono invece attendere un
treno in una sala d’aspetto o seduti comodamente su una panchina.
Peraltro Ferrovie dello Stato, in seguito ad una
esplicita decisione dell’attuale governo, sembra più che disponibile ad
imbarcarsi in una vera e propria avventura, rappresentata dall’acquisto di gran
parte delle azioni di Alitalia, società in forte crisi, che comporterà, molto
probabilmente, per il gruppo ferroviario, il manifestarsi di forti perdite tali
forse da azzerare i notevoli utili, derivanti anche dalla gestione delle grandi
stazioni, che il gruppo negli ultimi anni ha generato.
A maggior ragione quindi sarebbe auspicabile una
diversa gestione della stazione Termini, nel senso indicato in precedenza.

Nessun commento:
Posta un commento