Entro un anno, forse anche prima, si terranno le elezioni politiche, perché
terminerà la legislatura. Ma è più che probabile che se non verrà approvata una
nuova legge elettorale, diversa da quella scaturita dalla recente sentenza
della Corte Costituzionale che ha esaminato il cosiddetto “Italicum”, sarà
molto difficile se non impossibile formare un nuovo governo.
Tale situazione si potrà verificare anche perché ormai esistono tre “poli”
che dovrebbero avere più o meno lo stesso peso elettorale, il centro sinistra,
il centro destra e il movimento 5 stelle.
Una premessa, prima di procedere oltre.
Io ritengo che i problemi politici, sociali ed economici del nostro Paese
siano dovuti anche ai comportamenti di componenti significative della società
italiana, non solo alle azioni dei partiti.
Ma, nel caso della più che probabile ingovernabilità che si verrebbe a
creare se non sarà approvata dal Parlamento una nuova legge elettorale, le
responsabilità saranno solamente dei partiti.
Infatti ciascun partito vorrebbe sì modificare l’attuale sistema elettorale
ma con un unico obiettivo: disporre di una legge che lo favorisca e che, di
conseguenza, danneggi gli altri.
L’obiettivo della governabilità non è considerato prioritario, per nulla.
Tale atteggiamento dei partiti non può che essere ritenuto del tutto
irresponsabile.
Infatti sono evidenti i danni che l’impossibilità di dare vita ad un
governo, e quindi la necessità di convocare nuove elezioni, determinerebbero
relativamente alla situazione economica e sociale dell’Italia.
E’ quindi auspicabile che i dirigenti dei diversi partiti “rinsaviscano” e
consentano l’approvazione, in tempi rapidi, di una nuova legge elettorale che
garantisca la governabilità.
Purtroppo, sarà molto difficile che ciò avvenga.

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