mercoledì 15 novembre 2017

La manutenzione delle strade non si fa e aumentano gli incidenti


La manutenzione delle strade in Italia è del tutto insufficiente. Tale situazione, che si verifica ormai da diversi anni, è una delle cause più importanti dei numerosi incidenti stradali che si verificano. Di tutte le strade una su due non è sicura. Sarebbero necessari 40 miliardi di euro per effettuare gli interventi di manutenzione, ormai indispensabili.
Ogni anno è soprattutto la Siteb, l’associazione delle imprese di costruzione e di manutenzione delle strade, a denunciare questa situazione.
E il suo direttore, Stefano Ravaioli ha rilasciato alcune dichiarazione a www.tiscali.it.
“Dopo il leggero recupero nel 2015 siamo tornati ai livelli del 2014, il precedente minimo storico. Il degrado delle strade ormai si vede a occhio nudo. Praticamente una su due è ormai a rischio sicurezza”, ha affermato Ravaioli.
“La principale causa è la mancanza di fondi. Nonostante l’allentamento del patto di stabilità delle pubbliche amministrazioni gli investimenti in manutenzione non sono stati fatti” ha spiegato il direttore di Siteb.
Come al solito però hanno pesato anche questioni burocratiche. “L’anno scorso - ha proseguito - è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti. Molte amministrazioni non sono riuscite a farli perché ancora non conoscono bene le nuove regole”.
“Negli ultimi 10 anni - ha detto poi Ravaioli - non sono stati messi in opera qualcosa come 10 miliardi di euro di materiale stradale. Se oggi il governo Gentiloni investisse questa stessa ed identica somma non si tornerebbe però allo situazione precedente perché nel frattempo le strade si sono degradate per un importo pari a 40 miliardi”.
Una cifra che, oggettivamente, è molto alta in considerazione dello stato di salute, più che precario, dei conti pubblici italiani.
Comunque anche la mancanza di controlli incide negativamente sulla qualità delle manutenzioni.
Infatti quando le manutenzioni si fanno sono di scarsa qualità e le strade rapidamente tornano al precedente stato di degrado e insicurezza.
Secondo Ravaioli anche di questo sono responsabili le pubbliche amministrazioni.
“Le imprese fanno lavori conformi ai capitolati che spesso sono fatti male perché mancano le competenze per farli”.
Il direttore di Siteb ha riconosciuto però l’esistenza di responsabilità anche sul fronte delle imprese.
“Qualcuna - ha spiegato - può fare la furba e utilizzare meno bitume di quanto richiesto ma una grossa colpa è comunque del committente pubblico che non esegue controlli adeguati. Se ci fossero nessuno proverebbe a risparmiare sui materiali”.
Aggiungo però che la carenza di controlli non assolve certo le imprese che ci “marciano”, le quali forse sono più di qualcuna.
Da parte della Siteb, poi, si forniscono ulteriori informazioni.
Secondo l’ultimo rapporto Ocse sul tema, il Road Safety, nel 2015, in Italia, per la prima volta in dieci anni, sono tornati ad aumentare in Italia i decessi per incidenti stradali, +1,4% (rispetto al 2014), pari a 3.428 vittime, e sono in risalita (+6,4%) anche i feriti.
Un bollettino di guerra che nel 2016 ha ripreso la sua linea discendete: 3.238 morti ma il numero di incidenti continua ad aumentare e rimane ben lontano il traguardo auspicato dalla Ue, ovvero quello di dimezzare il numero di decessi entro il 2020.
E si stima che circa un terzo degli incidenti sia dovuto all’inadeguatezza della manutenzione stradale.
Nel 2016 siamo scesi al minimo storico di consumo di asfalto per un impiego complessivo di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in ordine le strade. Nel 2010 i consumi ammontavano a 29 milioni di tonnellate, un risparmio che si è tradotto inevitabilmente nella cattiva condizione delle infrastrutture viarie.
Del resto si investe quanto 30 anni fa, ma su una rete molto più estesa e trafficata in condizioni già critiche da anni.
L’insicurezza stradale ha un impatto anche economico.
Si stima che i 175.000 incidenti con lesioni registrati in Italia nel 2016 costino circa 17 miliardi di euro, tra rimborsi assicurativi e riparazioni delle vetture. E se un terzo degli incidenti è causato dalla scarsa manutenzione del manto stradale, c’è il rischio che anche contribuente dovrà presto mettere mano al portafoglio.
Perché la circolare ministeriale che precisa l’articolo 14 del codice della strada inchioda le pubbliche amministrazioni alle proprie responsabilità: “Gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi”.
In altre parole, in caso di incidente, se provata la concausa della scarsa manutenzione, il conducente potrà chiamare in causa gli enti proprietari e chiedere il risarcimento. E questo anche in caso di omicidio stradale.

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